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peapeach
peapeach | 🇨🇳 Cina
Scelta del redattore
Potrà sembrare un cliché, ma non avrei mai avuto il pensiero di parlare giornalmente con una persona dall’altra parte del mondo se non avessi visto il film dal titolo “Mary and Max”.

 Originally written in English. Translated by Puddu Luca.

La trama mi colpì molto, in quel periodo mi sentivo oppresso da varie situazioni e pensieri, come insicurezze sul futuro e conflitti in famiglia. Ero fortemente depresso, e i medicinali non facevano questa grande differenza. Per la prima volta cercai su Google “come trovare un amico di penna” e cliccai sul link dell’App Store che portava a Slowly. Il primo giorno trovai Andrew, mi rispecchiavo molto nella sua bio e pensai immediatamente che ci poteva essere un feeling. Mi presentai brevemente con una lettera, e come previsto mi rispose 3 giorni dopo. Così iniziò la nostra storia.

Mary and Max
Mary and Max ( via GIPHY )

Andrew studiava discipline umanistiche in università, io invece studiavo medicina. Nonostante questo, avevamo molto in comune: Andrew scriveva brevi racconti, e io
scrivevo per alcune riviste durante il tempo libero. Oltre a questo, entrambi eravamo appassionati di cinema, musica e lingue. Nelle prime lettere abbiamo parlato di urbanistica, gruppi musicali, trame di film e politica. Ero davvero contento di parlare con lui su Slowly, ma non potevo immaginare che proprio lui, di lì a poco, avrebbe cambiato alcuni aspetti della mia vita.

Andrew vive a Mosca, quindi le lettere impiegano 20 ore ad arrivare a destinazione. L’attesa era fantastica. Era così bello vedere “una lettera è in arrivo”, sembrava quasi una promessa che sarebbe stata poi mantenuta. Anche se la mia vita era ancora un disastro, finalmente c’era qualcosa in cui potevo contare giornalmente! Però un giorno litigai coi miei genitori e mio padre mi prese a parole al telefono. Mi sentivo così inadatto, non potei evitare di raccontare a Andrew cos’era appena successo. Dopo un respiro profondo, decisi di liberarmi di tutti i segreti che stavo nascondendo alla vista degli altri. Vorrei precisare che non ho mai voluto bene ai miei genitori, li ho sempre odiati. Soffrivo di depressione, ho provato a suicidarmi lanciandomi da un’auto in corsa, sono entrato in un’ottima università dove ho rovinato la mia vita. Sorprendentemente, Andrew mi comprendeva essendo passato per le stesse cose. Anche lui ebbe pensieri suicidi in passato, e mi raccontò di come lui riuscì a superarli. Mi consigliò come comportarmi coi miei genitori, e anche questi consigli si rivelarono utili. Mi raccontò anche della sua divertente esperienza in terapia, ridemmo davvero tanto.

Ho vissuto nella maniera più falsa per oltre 20 anni. Sono bravissimo a raccontare bugie e a nascondermi dagli altri perché ho sempre dato priorità al pensiero che gli altri avevano di me. Ero in un loop di insicurezze che venivano alimentate anche dal più piccolo commento. Ho sempre prestato troppa attenzione alla dignità e all’orgoglio personale, col risultato di voler sempre provare a tutti chi ero davvero non accettando mai la sconfitta. La realtà era però diversa: già il mio essere troppo sensibile era un fallimento, e al tempo stesso era la causa di tutti i mali che mi stavano colpendo. Non me ne resi conto, almeno fino a che non incontrai Andrew su Slowly. Mi tolsi la maschera, volevo essere onesto come non lo ero mai stato. Andrew è stato il mio strizzacervelli, mi ha spesso dato consigli che hanno sempre funzionato. Col tempo sentii di non aver più bisogno delle medicine per combattere la depressione, potevo farcela da solo. In qualche modo, la trama di “Mary and Max” era diventata realtà.

Ma c’era ancora una cosa che mi preoccupava. Giugno era il mese del Pride e chiesi ad Andrew cosa ne pensasse delle persone gay. Venni a sapere che oltre a me stava aiutando anche un altro amico gay. Mi incoraggiò, come sempre, e mi sentii rassicurato tanto che la preoccupazione iniziale sparì immediatamente. Dio! In quel momento mi sentii così fortunato e così grato di averlo conosciuto! Comprai immediatamente il francobollo “Best Pen Pal Trophy” nello store e glielo inviai con la lettera dopo.

Questa esperienza mi ispirato: ho iniziato a scrivere un romanzo in cinese, cosa che non avevo mai considerato seriamente, e Andrew è il prototipo di uno dei personaggi all’interno della storia. Mi dà sempre nuove idee aiutandomi a strutturare la trama e trovando errori logici, il tutto tramite Slowly. Ho ritrovato la gioia di vivere, e ho finalmente iniziato a guardare al futuro esattamente come facevo da bambino.

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